Pastificio Donna Itriya
DONNA ITRIYA - CASTELDACCIA (PA)
Una pasta che sa ancora di grano. Di sole. Di Sicilia.
Il nome racconta già tutto: Itriya era il termine arabo con cui il geografo marocchino Al Idrisi, nel 1154, descriveva la pasta che si produceva in Sicilia — nell'isola con più luce d'Europa, dove il grano ha radici antiche quanto la civiltà.
Il pastificio sorge a Casteldaccia, in quella che era chiamata la via della pasta, tra il mare e le colline che secoli fa ospitarono i saraceni. Un luogo scelto non per caso, ma per continuità: perché fare pasta qui significa portare avanti qualcosa che ha mille anni di storia.
La filiera è corta, tracciata, interamente siciliana: dal campo al mulino, dal mulino al pastificio. Solo grano duro 100% siciliano, acqua pura, trafilatura al bronzo. L'essiccazione avviene lentamente, in celle statiche, dalle 17 alle 48 ore a seconda del formato, a temperature mai superiori ai 45 gradi — soglia oltre la quale le qualità nutrizionali e organolettiche del prodotto andrebbero perse. L'aria che asciuga la pasta porta con sé il profumo delle colline e del mare. Non è un dettaglio poetico. È parte del processo.
I grani antichi siciliani come il Perciasacchi e il Russello contengono solo il 9% di glutine, rendendo la pasta più leggera, digeribile e assimilabile, con minore probabilità di sviluppare intolleranze. Varietà autoctone, resistenti, che crescono senza bisogno di fertilizzanti eccessivi, con un valore nutritivo e organolettico che nessun grano moderno riesce a replicare.